Storia del paziente

Stato al primo colloquio clinico

Il Paziente ha superato i 50 anni, uno psicoterapeuta lo aveva seguito per problemi di ansia per la salute a 18 anni.
Ha affrontato e risolto anche il suo vissuto inizialmente disforico per il proprio orientamento omosessuale.
Da qualche anno ha terminato una relazione ultradecennale con il compagno, del quale non era più innamorato. Da allora, il problema dell’accumulo è andato fuori controllo.
Lavora in un ufficio come impiegato e ha una vita sociale buona.
Da anni, però, nessuno è più entrato in casa sua (si vergogna).

La famiglia di provenienza ed il contesto attuale

Genitori insegnanti di scuola media superiore. Il padre ad un certo punto è entrato in un corpo militare ed è stato assegnato a un paese europeo. Inizialmente la madre resta in Italia con i due fratelli maggiori del Paziente, poi raggiunge il marito. In quel periodo, inaspettatamente, resta incinta per la terza volta, quando pensavano di non poter avere altri figli. La madre gli dirà spesso che non era stato voluto.
Il paziente nasce all’estero e lì vive fino alla pubertà , poi la famiglia si trasferisce nuovamente in Italia. Si trovava bene dove stava e non è stato facile adattarsi ala nuova vita.
La MADRE è descritta come una donna “strana”, poco attenta (non si era accorta che uno dei figli aveva un grave deficit uditivo), molto indaffarata, protettiva, selettiva verso le frequentazioni dei figli. All’età di 5 anni, la madre ha un episodio depressivo poi risoltosi, di cui lui si ricorda bene (piangeva; lui le portava da mangiare). E’ sempre stata apprensiva sui soldi, paventando fallimenti e problemi.
Il PADRE è descritto come freddo, dedito al lavoro e poco presente in famiglia.
Il rapporto di coppia tra i genitori è descritto come positivo.
Nella storia familiare c’è un antenato che era molto ricco e che perse tutto al gioco; da qui sembra derivare l’estrema preoccupazione della famiglia per il denaro.
La famiglia è inserita in un contesto cattolico e molto conservatore. Mentre il padre gli aveva fatto capire di aver intuito la sua omosessualità e di non avere problemi in merito, la madre e il fratello maggiore sono apertamente ostili.
L’altro fratello si è fatto una vita altrove, “scappando” dalla famiglia.
Il padre muore improvvisamente per malattia quando il paziente più che trentenne era rimasto l’unico ancora in casa; i fratelli si rivelano calcolatori e meschini, accusandolo di volersi approfittare della debolezza della madre per prendersi l’eredità e portano via la madre da lui.
Il paziente rompe con i fratelli e, per non dare adito a dicerie, rinuncia alla sua parte di eredità. Rimasto solo in una grande casa, sembra iniziare qui l’accumulo.
La madre attualmente molto anziana, soffre di demenza e vive con una badante. Il paziente si colpevolizza di non essere stato capace di opporsi ai fratelli e di non averla tenuta con sé (non volevano che vivesse a casa di un omosessuale) e di non aver potuto intervenire nel percorso di cura, secondo lui gestito male. Va a trovarla spesso.
Si descrive come un bambino tranquillo e remissivo, senza particolari problemi. Non aveva ossessioni o rituali.
A scuola nessun problema se non per tutti gli aspetti riguardanti il corpo (ginnastica etc) perché era in sovrappeso e goffo. Sceglie un istituto tecnico, rompendo la tradizione familiare del liceo (genitori e fratelli).
Alle superiori si inserisce in un contesto politico-cattolico e ha molti amici, anche se nasconde la sua omosessualità per paura del giudizio.
Ritiene di aver saputo di essere omosessuale fin da piccolo.
Alla visita per il servizio militare viene erroneamente diagnosticata una MTS, cosa che lo fa precipitare in uno stato di forte angoscia. I sintomi ipocondriaci dureranno per un po’ e per questo inizierà un percorso di psicoterapia.

Il coming out
Questi eventi sono l’occasione per il coming out in famiglia.Viene tollerato, anche se non davvero accettato. La posizione condivisa anche dalla posizione religiosa era quella di “non praticare sesso”.
Frequenta l’università e ha molte difficoltà: ricorda di aver sempre fatto fatica ad organizzarsi, di essere sempre stato disordinato e che utilizzava i colori per aiutarsi a ricordare. Si è laureato solo 7 anni fa, dietro “minaccia” del suo capo al lavoro. Riferisce di essere stato attratto dagli oggetti di cancelleria dai tempi dell’università.
Fino ai 30 anni non si dichiara apertamente, anzi spesso al lavoro mente parlando di ragazze. Dai 30 anni inizia a frequentare locali gay e a fare alcune amicizie. Ha la sua prima esperienza sessuale completa e teme di aver contratto l’HIV.

L’impennata dell’accumulo

A 35 anni conosce il compagno con cui starà 16 anni. Verso questo compagno ha sempre provato grande affetto e sono stati molto uniti, anche un po’ isolati. Verso la fine della relazione ha iniziato ad avere avventure finchè ha trovato il coraggio di troncare.
L’uscita del compagno dalla sua vita è coincisa con l’impennata dell’accumulo.

Tipologia dell’accumulo

  • Carte: documenti, giornali, inserti, fogli di riciclo dell’ufficio…
  • Alimenti: confezioni aperte che non butta via
  • In ufficio: pile di carta sulla scrivania, liste di cose da fare, cancelleria. Recentemente ha sgomberato su minaccia del capo (si è preso 2 settimane).
  • Lamenta disordine, accumulo, controlli continui inefficaci, procrastinazione.
  • Da sempre afferma di avere avuto difficoltà a fare scelte e a prendere decisioni.

Motivazioni addotte

  • Sono troppo stanco/debole/vecchio, non ce la faccio
  • Ho paura di buttare inavvertitamente documenti importanti
  • Non so da che parte incominciare, mi perdo, non ce la posso fare da solo

Afferma che accetterebbe di essere aiutato a sgomberare
Spesso perde davvero le cose importanti nel mare del suo disordine.
Si vergogna della sua casa e non vuole far entrare nessuno.
Non sembra esserci una affezione agli oggetti

Valutazione di pro e contro

Pro Contro
1 -Salubrità dell’ambiente Fatica nel mantenere l’ordine
2 -Poter stare a casa a leggere e fare altre attività 2  Darsi regole domestiche
3 -Rinvenire e ordinare i documenti Tristezza dell’ordine
4 -Invitare persone a casa Casa spersonalizzata
5 -Poter ospitare qualcuno Casa qualsiasi
6-Poter mettere la propria casa in vendita (quindi poterla mostrare)
7 avere un animale

LA TERAPIA

Durata : 1 anno
Sedute settimanali :  2 sedute di assessment domiciliare
Alternanza di sedute in studio e domiciliari

Introduzione di una figura domiciliare (coach)

Intervento sulla motivazione

  • Prime esposizioni (buttare) su oggetti poco ansiogeni (a domicilio)
  • Costruzione della gerarchia: si è deciso insieme di procedere una stanza alla volta
  • Compiti: doveva portarmi ogni volta un sacchetto con carte che io avrei smaltito

Ristrutturazione cognitiva in particolare sulle idee irrazionali:

  • Potrebbe servire in futuro
  • Potrei buttare per sbaglio qualcosa di importante
  • Le case ordinate sono tristi

Interventi particolari

  • Intervento con coach : sgombero con 3 sedute settimanali; durato circa 3 mesi
  • Addestramento al mantenere l’ordine e classificare gli oggetti (faldoni etc)
  • Uso di promemoria quotidiani (lavagnetta)
  • Rinforzo: iniziare ad utilizzare gli spazi recuperati
  • Sedute di non shopping.
Da Intervento del 27/06/2020 di ASIPSE al Forum delle scuole di psicoterapia OPL - Dott.ssa Laura Bislenghi.