In Italia la figura dello  psicologo  scolastico  non è regolata da una legge, anche se la sua presenza viene costantemente incrementata dagli anni  ’90 in poi,  ed offre prospettive di ulteriore sviluppo.

Lo psicologo/psicoterapeuta nella scuola esercita:

  1. Quando  ha una convenzione con la scuola, perché ha  presentato un “progetto finalizzato” che è stato approvato. Con la  Legge N° 59 del 15/03/’97 nota come Legge Bassanini,  la scuola ha l’ autonomia amministrativa oltre che didattica, per inserire nel suo piano formativo,  un progetto psicoeducativo di un singolo professionista o di un ente.  E’ stato cosí possibile  attivare nelle  scuole interessate ,  un servizio di sportello di ascolto psicologico. Occorre rivolgersi direttamente alla segreteria della scuola per presentare i progetti.
  2. Quando la scuola acquisisce  l’assistenza psicologica  con la procedura del  “Protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Istruzione e il Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi  per il supporto psicologico nelle istituzioni scolastiche del 9/10/2020”. Questo protocollo sorto sotto  la spinta dell’emergenza COVID,  ha previsto dei fondi dedicati all’assistenza psicologica  e  l’assegnazione dell’incarico di psicologo scolastico a seguito di un bando di selezione pubblica e di una conseguente graduatoria per titoli e curricula. Il protocollo parla di psicologi, come sempre anche gli psicoterapeuti rientrano tra i professionisti eleggibili all’incarico, per via del comma 3 art. 2  Legge 401/2000:“Il titolo di specializzazione in psicoterapia, riconosciuto, ai sensi degli articoli 3 e 35 della legge 18 febbraio 1989, n. 56, come equipollente  al  diploma  rilasciato  dalle corrispondenti scuole di specializzazione  universitaria, deve intendersi valido anche ai fini dell’inquadramento  nei posti organici di psicologo per la disciplina di   psicologia  e  di  medico  o  psicologo  per  la  disciplina  di  psicoterapia,  fermi  restando gli altri requisiti previsti per i due profili professionali “.
  3. Quando un servizio psicologico territoriale (ASL)  viene ad essere investito da una richiesta di un genitore o un docente, in questo caso, è possibile che  lo psicologo o psicoterapeuta del servizio territoriale  possa interfacciarsi  e svolgere un programma  con la scuola.

La CBT nella scuola

Come si attua la CBT nella scuola?  Tenendo conto delle peculiarità dell’istituzione scolastica: un terreno favorevole all’approccio ecologico.

APPROCCIO ECOLOGICO: Il Modello Ecologico di Urie Bronfernbrenner

La scuola rappresenta un modello interattivo ad altissimo impatto relazionale al cui funzionamento partecipano diversi attori sociali:  Insegnanti, Dirigente scolastico, personale non docente, genitori, psicologo.

E’ una comunità,  un ambiente che offre diverse opportunità  di intervento, che si evidenziano nettamente  con l’ approccio   ecologico,  che  contempla  discipline biologiche, psicologiche e discipline sociali, con cui si rileva:

  1. l’interazione del bambino con l’ambiente scuola.
  2. Il progressivo adattamento del bambino che cresce in quell’ambiente.
  3. l’ interazione tra gli alunni (pari).
  4. l’interazione tra la famiglia e la scuola.
  5. I modi in cui la relazione all’interno della scuola  é influenzata da relazioni remote, tipo il sistema sociale.

Nella terminologia del modello ecologico si parla di microsistema scuola e di esosistema che  contiene le relazioni tra i microsistemi.

 

Dalla raccolta dati alla valutazione finale

Quindi i soggetti che  devono essere   coinvolti  nell’eventuale percorso  sono    gli insegnanti, i genitori e i compagni di classe dello studente del cui caso si tratta.

Già nella prima fase, per raccogliere i dati, ecco che in base al problema sollevato,  questionari, test e interviste possono essere predisposti per gli insegnanti o per il gruppo classe.

L’osservazione del comportamento andrà  svolta nella scuola di persona ed eventualmente  in altri ambienti  con, per esempio, strumenti di videoregistrazione concordati.

Ottenuti i dati che permettono  di identificare e definire in termini concreti la problematica, si procederà con una buona  psicoeducazione, ai familiari ed insegnanti illustrando la difficoltà,  le diverse  manifestazioni, il modello di riferimento: la terapia cognitivo comportamentale, e le diverse modalità di  apprendimento.  Verranno concordati gli obiettivi e un  percorso, i cui dettagli verranno implementati strada facendo.

Il progetto si avvarrà come sempre della combinazione più appropriata delle tecniche  CBT  ritenute più confacenti.

Secondo i parametri di verifica degli obiettivi programmati , al termine dei trattamenti, verrà fatta una valutazione finale,  misurando  i valori di miglioramento confrontati con i dati dell’ osservazione iniziale.

Estratto e spunti dalla lezione della Dott.ssa Michaela Fantoni del 12 maggio 2021