Disturbo del linguaggio.

Tra i disturbi del linguaggio, nel DSM 5, la balbuzie viena definita come “ disturbo della fluenza”  che puo’ sorgere  nell’infanzia o comparire  in età adulta.

Si manifesta con un eloquio  scorretto per la frequente presenza di :

  • ripetizione o allungamento di sillabe, fonemi o parole
  • blocco con interruzione della parola, pause silenti o vocalizzi
  • pronuncia marcata di alcuni suoni o parole
  • uso di interiezioni fuori luogo

Semplificando, si parla di:

  • forma  tonica :  per la difficoltà ad iniziare il discorso o la parola:

mmmmamma, ccccassa.

  • forma clonica : per la  ripetizione di una sillaba, di una parola o di un gruppo di fonemi

  mamamamma, cacacasa.

  • forma mista  :   se sono presenti sia la forma clonica che quella tonica.

Per una diagnosi di balbuzie, l’alterazione del linguaggio deve essere tale da compromettere  il funzionamento del soggetto, con evidente danno alla sua  vita relazionale, al rendimento lavorativo o scolastico.

Non deve essere conseguenza di altri disturbi mentali o deficit riguardanti  condizioni fisiche o neurologiche differenti.

Il balbuziente ha fame d’aria, il suo blocco coinvolge i muscoli facciali ed il respiro, deve fare degli esercizi che lo aiutino a ripristinare una respirazione ed un assetto muscolare corretti.

La balbuzie  induce all’ansia di parlare. Un’ansia preventiva che spinge il paziente ad evitare di  affrontare la comunicazione verbale, quando teme di non riuscirci.

Cause  del disturbo della fluenza e tempi di guarigione

La predisposizione genetica, la predisposizione all’ansia, uniti ad un episodio traumatico, possono scatenare il disturbo della fluenza del linguaggio .

Si è osservata  quale  concausa la presenza di un genitore severo o rigido.

La persona affetta da balbuzie è solitamente una persona molto sensibile e non ha deficit di intelligenza.

Numerosi personaggi famosi hanno sofferto di Balbuzie, da Aristotele a Alessandro Manzoni. Incredibilmente  ci sono molti attori e uomini politici che pur bravi  nella loro professione hanno familiarità con questo disturbo del linguaggio,  sembra che anche l’attuale presidente degli Stati Uniti ne soffra.

Cura della balbuzie

La psicoterapia cognitivo comportamentale e’ in grado di risolvere  o attenuare  il disturbo nella maggior parte dei casi.

E’ un disturbo multifattoriale.

In età adulta, la psicoterapia può avere la durata prolungata sino all’anno e mezzo.

Le sedute  devono prevedere un tempo per gli esercizi di fonazione ed uno per la loro valutazione, oltre agli interventi mirati all’area più propriamente psicologica del soggetto. E’ necessario svolgere un lavoro su più fronti e perciò considerare la durata di ogni seduta  in funzione al programma da svolgere.

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Trattamento della balbuzie con CBT

Il trattamento solitamente richiede:

  • Tecniche di rilassamento dei muscoli interessati alla fonazione
  • Rilassamento e desensibilizzazione sistematica
  • Terapia cognitiva
  • Terapia assertiva
  • Tecniche di apprendimento dell’autostima
  • Tecniche di consapevolezza emotiva

Nel corso della terapia, gradualmente, aiutato negli  esercizi di respirazione, il paziente apprenderá a parlare evitando di balbettare per 5 minuti, poi per 10 e infine per più tempo.

Con la desensibilizzazione sistematica, procedendo per piccoli passi,  imparerà ad affrontare  le situazioni  per lui problematiche,  gestendone la paura e l’ansia. 

Con l’ apprendimento dell’autostima, supererà tra l’altro, lo stigma associato al disturbo, considerando che il balbuziente lo ha vissuto come  una malattia svilente della sua persona.

La terapia cognitiva, assertiva e le tecniche di consapevolezza emotiva  servono a rimuovere i presupposti individuali dall’ansia risalente nel tempo  al disturbo della fluenza.

                                          


   Riassunto e spunti dalla Lezione della Prof. Maria Cristina Strocchi.
Autrice del libro Balbuzie -  Trattamento Cognitivo Comportamentale, 2003  Edizioni Erikson.